PERSONA, AFFETTIVITA’. SESSUALITA’:

per un’alleanza tra Famiglia, Scuola, Servizi

Si è svolto sabato 15 ottobre presso l’Istituto San Giuseppe, organizzato dal Consultorio Familiare Verona Sud, in collaborazione con l’Agesc dell’Istituto San Giuseppe, Noi Verona – Associazione e il Centro Italiano di Sessuologia un convegno in cui sono stati affrontati alcuni temi relativi all’educazione all’affettività e alla sessualità, evidenziando soprattutto le interelazioni che corrono tra famigliascuolae di alcuni servizi quali il consultorio familiare.

Il tema fondamentale di questo convegno è stata l’educazione alla relazione affettiva e sessuale , un argomento che riunisce diversi sistemi come la famiglia e la scuola nel compito di accompagnare il singolo ad apprendere a conoscere ed amare se stesso e gli altri.

L’intervento del Prof. Michele De Beni si è focalizzato principalmente sul ruolo della famiglia e quindi dell’adulto nel suo importante ruolo di educare i figli.

La frase che segue è tratta dal suo intervento ed esprime al meglio ciò che ci vuole comunicare.

“ Fra tutti i cambiamenti che sono in atto nel mondo, nessuno è più importante di quelli che riguardano le nostre vite personali: relazioni, sessualità, matrimonio e famiglia.” (Giddens)

Il genitore offre al figlio un modello, un fondamento di relazione, un insegnamento ad amare.

Essere amati significa sentirsi dire :” Tu non devi morire.”

Nella nostra società c’è bisogno di insegnare l’arte di amare, ma non c’è una psicologia che insegni ad amare, è una disciplina sconosciuta ma che dovrebbe diventare una disciplina grandissima a tutti i livelli, in maniera trasversale.

Il Prof. De Beni ci ha trasmesso una splendida immagine di come dovrebbe essere un gruppo attraverso la visione di un filmato “ Le oche volano a V dove V sta per vita.

Le oche infatti volano in gruppo così chi sta davanti traina le altre e chi sta dietro gracida per sostenere chi ha davanti. Quando un ‘oca cade ferita o si ammala, altre due si staccano per sostenerla, rischiando di perdere il gruppo, e rientrano solo quando la loro compagna è guarita.

L’intervento del Prof. Mauro Pavoni ha portato l’attenzione sul ruolo educativo che la Scuola deve avere nei confronti dei ragazzi.

La Scuola dell’obbligo deve essere accogliente, deve fare l’incontro con il soggetto, prenderlo da dove è e stabilire con lui una relazione, non deve fare selezione e categorizzazione, ma deve includere.

Deve trovare la chiave di ingresso per entrare in quel mondo, ponendosi queste domande:

  • Quale umanità deve emergere grazie alla scuola?
  • Perché è importante educare?
  • Quale orientamento darò a questi ragazzi?
  • Come posso aiutarli a camminare in questo mondo?

La scuola sta perdendo sempre più autorevolezza. L’obiettivo principale del sistema scolastico diviene pertanto quello di cercare degli strumenti per educare, dei programmi da proporre a livello trasversale alle varie materie che possano sia insegnare ai ragazzi a pensare in maniera critica, sia educare ai sentimenti.

Il Dott. Marco Cunico nel suo intervento, ha affrontato la tematica dell’educazione sessuale.

Ha sottolineato dapprima il fondamentale ruolo dell’adulto, il quale deve essere in grado di fornire al ragazzo gli strumenti giusti per la costruzione della propria identità. Tutto questo, nella società attuale, risulta un cammino difficoltoso per la presenza di numerosi stimoli esterni che attirano i giovani e che li lasciano in confusione, generando non pochi conflitti interiori.

L’identità del giovane si forma lasciando agire così i modelli esterni senza capire cosa c’è all’interno.

Questo li porta a ritenere di sapere già tutto e che quindi l’adulto non va ascoltato perché non può fornire ulteriori insegnamenti. L’adulto deve trovare la chiave d’ingresso più giusta per riuscire a coinvolgerli.

Quando ai giovani si pone la domanda “Che cos’è il sesso” la risposta che tendono a dare si formula riferendosi a dei comportamenti, a degli atti sessuali. In realtà la parola sesso rimanda a una differenza che è anche una valorizzazione di quello che è maschio da quello che è femmina. L’altro deve essere visto come una ricchezza, come un qualcosa che ci completa. Ma se l’altro non lo vedo diverso da me, come faccio ad essere complementare e a considerarlo come una ricchezza?

L’educazione alla sessualità deve considerare quattro dimensioni importanti:

  • Dimensione della genitalità: area che riguarda la corporeità (rapporti, gravidanza, metodi contraccettivi,..).
  • Dimensione dell’affettività: sviluppo degli affetti, a partire dalle prime relazioni dell’infanzia, per proseguire nei legami di amicizia e infine nei rapporti di coppia.
  • Dimensione culturale:la sessualità differisce da una cultura all’altra.
  • Dimensione valoriale: trasmettere dei modelli di amore e di relazione è più importante che fornire tante informazioni.

L'èquipe organizzativa

Ecco l’audio delle tre relazioni:

 

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Le risorse della famiglia

Prof. Michele De Beni (Pedagogista e docente presso la Scuola Internazionale di Scienze della Formazione di Venezia)

 


 

 

 

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La funzione educativa della scuola

Prof. Mauro Pavoni (Preside Istituto Seghetti - Verona)

 


 

 

 

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Educare all’affettività e alla sessualità

dott. Marco Cunico (Psicologo – sessuologo - Direttore Consultorio Familiare Verona Sud)

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento (Martedì 08 Novembre 2011 16:47)