Persona, Affettività, Sessualità

PostDateIcon Lunedì 24 Ottobre 2011 21:36 | PostAuthorIcon Author: Massimo Cunico | 

PERSONA, AFFETTIVITA’. SESSUALITA’:

per un’alleanza tra Famiglia, Scuola, Servizi

Si è svolto sabato 15 ottobre presso l’Istituto San Giuseppe, organizzato dal Consultorio Familiare Verona Sud, in collaborazione con l’Agesc dell’Istituto San Giuseppe, Noi Verona – Associazione e il Centro Italiano di Sessuologia un convegno in cui sono stati affrontati alcuni temi relativi all’educazione all’affettività e alla sessualità, evidenziando soprattutto le interelazioni che corrono tra famigliascuolae di alcuni servizi quali il consultorio familiare.

Il tema fondamentale di questo convegno è stata l’educazione alla relazione affettiva e sessuale , un argomento che riunisce diversi sistemi come la famiglia e la scuola nel compito di accompagnare il singolo ad apprendere a conoscere ed amare se stesso e gli altri.

L’intervento del Prof. Michele De Beni si è focalizzato principalmente sul ruolo della famiglia e quindi dell’adulto nel suo importante ruolo di educare i figli.

La frase che segue è tratta dal suo intervento ed esprime al meglio ciò che ci vuole comunicare.

“ Fra tutti i cambiamenti che sono in atto nel mondo, nessuno è più importante di quelli che riguardano le nostre vite personali: relazioni, sessualità, matrimonio e famiglia.” (Giddens)

Il genitore offre al figlio un modello, un fondamento di relazione, un insegnamento ad amare.

Essere amati significa sentirsi dire :” Tu non devi morire.”

Nella nostra società c’è bisogno di insegnare l’arte di amare, ma non c’è una psicologia che insegni ad amare, è una disciplina sconosciuta ma che dovrebbe diventare una disciplina grandissima a tutti i livelli, in maniera trasversale.

Il Prof. De Beni ci ha trasmesso una splendida immagine di come dovrebbe essere un gruppo attraverso la visione di un filmato “ Le oche volano a V dove V sta per vita.

Le oche infatti volano in gruppo così chi sta davanti traina le altre e chi sta dietro gracida per sostenere chi ha davanti. Quando un ‘oca cade ferita o si ammala, altre due si staccano per sostenerla, rischiando di perdere il gruppo, e rientrano solo quando la loro compagna è guarita.

L’intervento del Prof. Mauro Pavoni ha portato l’attenzione sul ruolo educativo che la Scuola deve avere nei confronti dei ragazzi.

La Scuola dell’obbligo deve essere accogliente, deve fare l’incontro con il soggetto, prenderlo da dove è e stabilire con lui una relazione, non deve fare selezione e categorizzazione, ma deve includere.

Deve trovare la chiave di ingresso per entrare in quel mondo, ponendosi queste domande:

  • Quale umanità deve emergere grazie alla scuola?
  • Perché è importante educare?
  • Quale orientamento darò a questi ragazzi?
  • Come posso aiutarli a camminare in questo mondo?

La scuola sta perdendo sempre più autorevolezza. L’obiettivo principale del sistema scolastico diviene pertanto quello di cercare degli strumenti per educare, dei programmi da proporre a livello trasversale alle varie materie che possano sia insegnare ai ragazzi a pensare in maniera critica, sia educare ai sentimenti.

Il Dott. Marco Cunico nel suo intervento, ha affrontato la tematica dell’educazione sessuale.

Ha sottolineato dapprima il fondamentale ruolo dell’adulto, il quale deve essere in grado di fornire al ragazzo gli strumenti giusti per la costruzione della propria identità. Tutto questo, nella società attuale, risulta un cammino difficoltoso per la presenza di numerosi stimoli esterni che attirano i giovani e che li lasciano in confusione, generando non pochi conflitti interiori.

L’identità del giovane si forma lasciando agire così i modelli esterni senza capire cosa c’è all’interno.

Questo li porta a ritenere di sapere già tutto e che quindi l’adulto non va ascoltato perché non può fornire ulteriori insegnamenti. L’adulto deve trovare la chiave d’ingresso più giusta per riuscire a coinvolgerli.

Quando ai giovani si pone la domanda “Che cos’è il sesso” la risposta che tendono a dare si formula riferendosi a dei comportamenti, a degli atti sessuali. In realtà la parola sesso rimanda a una differenza che è anche una valorizzazione di quello che è maschio da quello che è femmina. L’altro deve essere visto come una ricchezza, come un qualcosa che ci completa. Ma se l’altro non lo vedo diverso da me, come faccio ad essere complementare e a considerarlo come una ricchezza?

L’educazione alla sessualità deve considerare quattro dimensioni importanti:

  • Dimensione della genitalità: area che riguarda la corporeità (rapporti, gravidanza, metodi contraccettivi,..).
  • Dimensione dell’affettività: sviluppo degli affetti, a partire dalle prime relazioni dell’infanzia, per proseguire nei legami di amicizia e infine nei rapporti di coppia.
  • Dimensione culturale:la sessualità differisce da una cultura all’altra.
  • Dimensione valoriale: trasmettere dei modelli di amore e di relazione è più importante che fornire tante informazioni.

L'èquipe organizzativa

Ecco l’audio delle tre relazioni:

 

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Le risorse della famiglia

Prof. Michele De Beni (Pedagogista e docente presso la Scuola Internazionale di Scienze della Formazione di Venezia)

 


 

 

 

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La funzione educativa della scuola

Prof. Mauro Pavoni (Preside Istituto Seghetti - Verona)

 


 

 

 

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Educare all’affettività e alla sessualità

dott. Marco Cunico (Psicologo – sessuologo - Direttore Consultorio Familiare Verona Sud)

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento (Martedì 08 Novembre 2011 16:47)

Educazione affettiva e sessuale

PostDateIcon Martedì 31 Maggio 2011 14:05 | 

Intervento di educazione relazionale, affettiva e sessuale

In un Istituto Scolastico della provincia di Verona

 

Il progetto è nato dall’esigenza di dare ai bambini, dell'Istituto Comprensivo “F.lli Corrà” di Salizzole (Verona), l’opportunità di sviluppare la capacità di vivere la sessualità in modo armoniosamente inserito nello sviluppo globale della personalità e di migliorare le relazioni interpersonali tra gli alunni.

Gli interventi sono stati attuati nei mesi di dicembre 2010/maggio 2011.

Il percorso è stato suddiviso in tre parti:

- una prima parte rivolta agli insegnanti, gli incontri sono stati due: uno iniziale di presentazione del percorso da parte degli esperti, di presentazione delle classi e di situazioni problematiche da parte dei docenti; uno finale di restituzione del lavoro svolto, di approfondimento ed integrazione.

- una seconda parte è stata indirizzata ai genitori, gli incontri sono stati tre: il primo di presentazione del lavoro svolto con gli studenti, di conoscenza e approfondimento delle tematiche relative all'educazione relazionale, affettiva e sessuale rivolto a tutti i genitori delle classi coinvolte; il secondo rivolto ai genitori delle classi prime e seconde nel quale sono stati trattati temi riguardanti la coerenza educativa, gli stili educativi, le regole e infine la gelosia tra fratelli. Nel terzo incontro, rivolto ai genitori delle classi terze e quarte, è stata trattata in modo specifico l'educazione sessuale per rispondere all’esigenza dei genitori di dare corrette informazioni relativamente alla sessualità affinché i loro bambini facciano chiarezza nelle conoscenze che già posseggono e superino preconcetti, paure, senso di ansia nei

confronti di argomenti tanto delicati che, a volte, in famiglia non vengono neppure toccati.

- una terza parte è stata rivolta agli studenti delle classi prime, seconde, terze e quarte.

Per ciascuna classe sono stati fatti 3 incontri al mattino di 2 ore ciascuno. Per le classi prime gli incontri sono stati 2 di 2 ore ciascuno.

Attraverso questi incontri i bambini sono stati guidati in un percorso volto a riconoscere, capire ed esprimere le proprie emozioni, favorire l'espressione di sé, ampliare il proprio repertorio comportamentale relativo alle abilità relazionali e comunicative, acquisire i valori del rispetto di sé, dell'altro e delle differenze individuali, favorire un atteggiamento positivo verso la propria crescita.

Le attività sono state sviluppate secondo una metodologia di tipo attivo che tenesse in conto il bisogno dei bambini di esprimere le loro emozioni sentendosi liberi di “dire e fare” pur rimanendo all’interno di un contesto educativo con regole e limiti predefiniti dall’ambiente stesso.

La scelta di questo tipo di metodologia è particolarmente indicata in considerazione dell’età dei partecipanti e degli obiettivi perseguiti. E’ stata utilizzata la rappresentazione simbolica (attraverso il disegno, il collage, le immagini e i giochi) in quanto mezzo privilegiato per esprimere emozioni, desideri e conflitti.

La possibilità di utilizzare le immagini visive ha facilitato l’espressione di se stessi, in quanto, essendo un mezzo indiretto e metaforico, ha offerto sicurezza: il disegno è lontano dalla persona e viene visto da una posizione distaccata, quindi le emozioni non vengono sentite come “pericolose” e soffocanti per coloro che cercano di esprimerle.

Le immagini hanno aiutato a vedere quello che non era possibile verbalizzare, essendo libere dai vincoli del pensiero logico e sequenziale.

E’ proprio la caratteristica di utilizzare il linguaggio dei simboli, e dunque non solo quello verbale, che rende queste tecniche espressive un canale privilegiato nella relazione con i bambini. L’espressione artistica funge, infatti, da fattore di protezione e contenimento e da oggetto mediatore nella relazione: pur rispettando i meccanismi di difesa, in qualche modo li aggira e favorisce la libera espressione del proprio mondo interiore, una maggiore autoconsapevolezza e l’attivazione di risorse creative. È, infatti, più facile parlare di un disegno, di una storia fantastica o di qualsiasi altro prodotto artistico, che parlare di sé.

Tutte le classi hanno partecipato con interesse, evidentemente ognuna con il proprio stile e le proprie dinamiche, ma sempre in modo sufficientemente corretto.

In linea generale tutti i bambini hanno partecipato ai vari laboratori proposti. Gli obiettivi sono stati raggiunti secondo le capacità di ognuno e le loro peculiari caratteristiche.

Dott.ssa Martina Gamba e Dott.ssa Stefania Peranzoni

 

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Ultimo aggiornamento (Giovedì 28 Luglio 2011 20:40)